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IL DIRITTO ALL’ISTRUZIONE INCLUSIVA E LA PRECARIZZAZIONE DEL SOSTEGNO

Organico di fatto, posti in deroga e abuso del contratto a termine tra vincoli eurounitari e regole probatorie.

di Alessandro Ancarani, Maria Giulia Bettati, Giovanni Bufano, Antonella Fiorani, Gianluigi Giannuzzi Cardone, Mariaconcetta Milone e Fortunato Niro.

Questo lavoro, realizzato a più mani dai soci Sidels Alessandro Ancarani, Maria Giulia Bettati, Giovanni Bufano, Antonella Fiorani, Gianluigi Giannuzzi Cardone, Mariaconcetta Milone e Fortunato Niro, analizza la precarietà sistemica dei docenti di sostegno nel sistema scolastico italiano, evidenziando il paradosso tra un impianto normativo formalmente avanzato in materia di inclusione e una prassi applicativa che ne compromette l’’effettività attraverso l’’abuso del contratto a tempo determinato. Il fulcro dell’’analisi è il ricorso massiccio ai “posti in deroga”, formalmente collocati nell’’organico di fatto e coperti con supplenze fino al 30 giugno, per soddisfare fabbisogni che presentano invece carattere di stabilità e prevedibilità.

La tesi centrale sostiene che tale prassi configuri una violazione della Direttiva 1999/70/CE, superando la fictio iuris della distinzione tra organico di diritto e di fatto attraverso un’’interpretazione sostanzialistica. L’’argomentazione si fonda su un’’analisi multilivello che integra i principi sanciti dalla Corte Costituzionale sul diritto fondamentale all’’istruzione, la normativa sovranazionale (Convenzione ONU, CEDU) e, soprattutto, la più recente evoluzione della giurisprudenza di legittimità e di merito.

Vengono esaminate in dettaglio le ordinanze della Corte di Cassazione del 2025 che hanno rimodulato l’’onere della prova, stabilendo che la reiterazione pluriennale di contratti su medesima sede e cattedra costituisce un indice sintomatico di abuso, idoneo a trasferire sull’’Amministrazione l’’onere di dimostrare la natura genuinamente temporanea del bisogno. L’’articolo approfondisce inoltre gli orientamenti dei tribunali di merito (Napoli, Prato, Torino, Corti di appello Torino e Milano) che hanno individuato specifici indicatori probatori e rigettato le eccezioni erariali relative all’’effetto “sanante” delle procedure concorsuali e alla mancanza del titolo di specializzazione del docente. In conclusione, il testo dimostra come l’’azione giurisprudenziale stia progressivamente erodendo la legittimità della prassi amministrativa, riconducendo il sistema a coerenza e garantendo una tutela più efficace sia al diritto all’’istruzione continua dell’’alunno con disabilità, sia alle garanzie del lavoratore contro la precarizzazione abusiva.

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